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Addio a Mangiarotti, il più grande

25-06-2012 09:46 - Bari
Mangiarotti, Emiliano, Castellano
Edoardo Mangiarotti, mito dello sport e della scherma, se n´è andato a 93
anni. Ne aveva 88 quando la nostra sezione fu onorata di ospitarlo a Bari,
insieme al Direttivo nazonale. Allora era il presidente nazionale dell´Unvs e
non volle mancare al nostro cinquantesimo compleanno. Ci regalò pensieri
bellissimi in una serata indmenticabile. "Siamo felicissimi di essere qui, in
questa bellissima città - disse Mangiarotti (nella foto a sinistra, con il
sindaco Emiliano e Castellano) - l´Unvs di Bari è la prima sezione in Italia a
compiere il cinquantenario. Ciò significa che in tutti questi anni, tutti
coloro che si sono succeduti hanno lavorato con costanza e passione". Nulla in
confronto alla sua vita di campionissimo, interrottasi per una crisi cardiaca
nella casa di via Solferino a Milano. "Se ne va un uomo e un atleta d´altri
tempi, un´icona assoluta dello sport italiano e mondiale", dice Franco
Castellano, presidente dell´Unvs Bari.
Numeri da leggenda nel palmares del più grande schermidore di tutti i tempi:
con tredici medaglie, sei ori, cinque argenti e due bronzi, è stato l´italiano
più medagliato nella storia delle Olimpiadi. "Da oggi la nostra medaglia d´oro
è in Paradiso. Resta un esempio indelebile, senza età", il ricordo del
presidente del Coni, Gianni Petrucci.
Edoardo Mangiarotti è stato figlio d´arte ed è cresciuto grazie agli
insegnamenti del padre Giuseppe, già schermidore di prestigio internazionale
che aveva indossato la divisa azzurra alle Olimpiadi di Londra nel 1908 e
maestro d´arma che importò in Italia le varianti della scuola francese di
scherma. Ha condiviso la passione per la scherma con i fratelli Mario e l´altro
olimpionico Dario. Relativamente ai soli Giochi olimpici ha collezionato
complessivamente fra il 1936 e il 1960 ben 6 medaglie d´oro, 5 d´argento e 2 di
bronzo ed è a tutt´oggi l´atleta più medagliato della storia dell´Italia ed il
quarto in assoluto, a pari merito con altri due atleti, alle spalle di Larissa
Latynina a quota 18 medaglie, Michael Phelps con 16 e Nikolai Andrianov con 15.
Ai campionati del mondo sono 26 le medaglie conquistate, delle quali la metà
d´oro. Anche nella speciale classifica degli schermidori plurimedagliati ai
mondiali risulta l´italiano più vincente di sempre. Si è ritirato dalla scena
agonistica dopo le Olimpiadi di Roma del 1960. Ha collaborato in qualità di
inviato-giornalista per la Gazzetta dello Sport dal 1949 al 1972 occupandosi
della rubrica sulla scherma. Nel biennio 1959-1960 ha fatto parte del comitato
di gestione della Federazione Italiana Scherma nominato dal CONI insieme a
Gastone Darè e Renzo Nostini. Nel 1981 è stato insignito dal Comitato Olimpico
Internazionale dell´ordine olimpico di bronzo per l´anno 1977 e nel 1998 gli è
stata conferita la massima onorificenza italiana dall´allora Presidente della
Repubblica Oscar Luigi Scalfaro che lo ha nominato Cavaliere di Gran Croce.
Anche la figlia Carola è stata una tiratrice di scherma che ha rappresentato
l´Italia alle Olimpiadi, partecipando a quelle di Montreal nel 1976 e di Mosca
nel 1980. Mangiarotti ha condiviso col marciatore Ugo Frigerio e lo sciatore
Gustav Thoeni il privilegio di essere stato selezionato per due volte come
alfiere dell´Italia in una cerimonia d´apertura delle Olimpiadi, avendo portato
il tricolore sia a Melbourne nel 1956, sia a Roma nel 1960.

Il presidente Franco Castellano e il Direttivo della sezione Unvs di Bar "F.
Martino" esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Edoardo Mangiarotti e
si uniscono al dolore della famiglia e di tutti coloro che gli vollero bene.

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